Ebbene si, tanto per cambiare, in quest’articolo mi va di parlare de “L’oro di Napoli”, non il film di Totò (dal quale prenderò una citazione in seguito), ma la monnezza!
Ultimamente si sente parlare molto dell’emergenza rifiuti in Campania, emergenza esistente ormai da decine di anni ma che ha raggiunto solo ora l’apice, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Vicenda caratterizzante una fascia di tempo più che contemporanea, la monnezza è forse la maggiore entrata in fatto di profitti per quanto riguarda le “mani in pasta” della malavita partenopea, interesse secondo per importanza solo al mercato della droga, ovviamente…
Nella scena abbiamo da una parte politici locali corrotti e scarica-barile, dall’altra manifestanti incazzati per il maltrattamento della loro terra, a dir poco sacra per l’economia, il turismo e tanto per l’affetto.
L’economia risente molto nel campo della produzione di alimenti DOP (Di Origine Protetta.. Uhmmm..) campani quali ad esempio la rinomata mozzarella di bufala, entrata in crisi qualche tempo fa con la scoperta delle bufale ammalate di diossina… Ma nn è l’unico caso di animali ammalati tant’è vero che si sono avuti casi di agnelli, registrati nel film “Biùtiful Cauntri”, proiettato questa sera al Modernissimo di Napoli in anteprima previo invito, e regolarmente nei cinema mi sembra da metà febbraio (TRAILER). Daltronde danneggiata risulta anche l’immagine, la faccia di questa città, ormai stra-sputtanata in tutto il mondo per la sua immancabile originalità in fatti come questi… onestamente se mi ritrovassi nei panni del turista che deve scegliere la meta del suo viaggio, scarterei la città di Napoli, pur dispiacendomi di non poter visitare tale bellezza, accortezza fin nei minimi particolari, nella composizione e nel contesto avuta da parte di Madre Natura al momento della sua concezione e dai suoi abitanti nella storia.
Spero si riesca a porre fine a questa imbarazzante storia da cronaca nera urbana… come diceva qualcuno la speranza è l’ultima a morire, e come dice uno dei registi del film di Totò sopra citato, “L’oro di Napoli è la pazienza, la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza”.
